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Nella diretta odierna, si è affrontato l’attualissimo tema dell’attività sportiva consentita durante la presente fase della curva pandemica, con riferimento alla ormai nota colorazione – gialla, arancione e rossa – conferita alla regioni sulla base della diffusione epidemiologica locale.

In particolare, data la possibilità di svolgere attività motoria e sportiva amatoriale e livello individuale all’aperto, per tutte e tre le fasce di riconosciute, è consentita l’attività dilettantistica e professionistica riferibile agli eventi ed alle competizioni, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni e dal Cip, riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva.
Solo ed esclusivamente l’iscrizione dell’associazione sportiva ad un degli eventi che il CONI o il CIP hanno conferito la loro egida, consentirà all’associato lo svolgimento della propria pratica sportiva al chiuso o all’aperto, sempre in forma individuale e con il rispetto dei protocolli.

Non solo, tale circostanza costituirà, altresì, anche la giustificazione per poter svolgere l’allenamento al di fuori del proprio Comune e, addirittura, della propria Regione, trattandosi di comprovato motivo.
In questo caso, però, si deve avere massima attenzione nel giustificare lo spostamento, recando con se ogni utile documento che possa, in caso venga richiesto dagli Organi Accertatori, confermare la legittimità di quanto si sta facendo.


L’argomento trattato ha fatto conseguire a cascata numerose altre domande relative alla certificazione medica agonistica che dovrà presentarsi all’evento di interesse nazionale, che si consigliato di acquisire sin dal momento dell’iscrizione dell’associato, per motivi legati alla responsabilità del titolare dell’associazione sotto molteplici profili, sia civilistici che penalistici.


Si è confermata la possibilità di predisporre da parte dell’istruttore o del maestro, presso la struttura sportiva attualmente chiusa, lezione da trasmettere successivamente on-line a beneficio dei propri associati.
Infine, si è avuto modo di trattare le vicende relative ai canoni di locazione ed ai voucher, che, a causa dell’attuale vuoto normativo, non seguono lo stesso regime dei mesi del primo lock-down.
In questo momento, pertanto, non è possibile pretendere una riduzione del pagamento dei canoni locativi, se non previo accordo con il locatore.


Allo stesso modo, si è consigliato di avere comune buon senso per quanto attiene le eventuali richieste di rimborso degli abbonamenti, in quanto, come detto, non esiste una norma che obblighi gli associati ad accettare i voucher.
Nella speranza di aver fornito utili elementi di ragionamento, si attendono i prossimi interventi normativi che possano dare un concreto aiuto al mondo dello sport, in termini soprattutto economici, attualmente di nuovo messo in ginocchio dalla seconda ondata della pandemia, che, ci si augura di superare con l’anno nuovo, quando, con l’ausilio dei promessi vaccini, il mondo potrà tornare ad essere “normale”.

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