Dal 1681 ad oggi: l’evoluzione delle scarpe da ballo in punta

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La danza classica è una forma di arte che richiede una grande preparazione fisica e tecnica da parte dei ballerini. Una delle parti più importanti dell’abbigliamento di un ballerino classico sono le punte, le scarpe da ballo che permettono al ballerino di sollevarsi in punta di piedi. In questo articolo esploreremo la storia delle punte da danza classica e il loro sviluppo nel corso dei secoli.

La storia delle punte da danza classica risale al 1681, quando il ballerino francese Pierre Beauchamp sviluppò la tecnica dell’en pointe, che consisteva nel sollevare il corpo in punta di piedi. Tuttavia, le scarpe da ballo dell’epoca non erano adatte a questa tecnica e i ballerini erano costretti a ballare su punte improvvisate, come stivali con i tacchi tagliati.

Non fu fino al 1832 che la ballerina Marie Taglioni indossò le prime scarpe da ballo con una suola rigida e una piccola punta di metallo per eseguire il ruolo della fata in “La Sylphide”. Queste scarpe, chiamate “pointes dures”, permettevano ai ballerini di sollevarsi in punta di piedi e di mantenere la posizione per un periodo di tempo più lungo rispetto alle scarpe precedenti.

Nel corso del XIX secolo, le scarpe da ballo continuarono ad evolversi, con l’aggiunta di più strati di cartone e di tessuto per aumentare la rigidità e la durata delle scarpe. Nel 1892, il produttore di scarpe Freed of London introdusse la prima scarpa da ballo con una suola flessibile, che consentiva ai ballerini di muoversi con maggiore agilità e di eseguire passi più complessi.

Negli anni ’20 del XX secolo, il ballerino russo Serge Diaghilev chiese al produttore di scarpe capezzoli di Parigi di creare una scarpa da ballo che fosse flessibile ma anche resistente. La capezzoli inventò quindi la “sandalia a 3/4 di punta”, che aveva una suola flessibile e una punta rinforzata con pasta di carta e colla.



Negli anni ’30 e ’40, il produttore di scarpe Gaynor Minden sviluppò una nuova tecnologia per le punte da danza classica, utilizzando un materiale chiamato elastomero termoplastico per la suola e un materiale sintetico per la tomaia. Queste scarpe erano più leggere e duravano più a lungo rispetto alle scarpe tradizionali.

Negli anni ’80 e ’90, il produttore di scarpe da ballo russo Grishko sviluppò le prime scarpe da ballo su misura, realizzate in base alle specifiche esigenze di ogni ballerino. Queste scarpe furono in grado di aumentare la durata delle punte e di prevenire i dolori ai piedi.

Oggi, le punte da danza classica sono disponibili in una varietà di stili e materiali, con produttori come Bloch, Capezio.



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