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Come emettere una fattura associativa o societaria?

Perché ho deciso di trattare questo argomento?

Partiamo dal presupposto che questo articolo è strettamente connesso al precedente, concernente le ricevute associative. Nell’ambito della discussione che è seguita al sondaggio lanciato su Instagram su aspetti fiscali ed organizzativi di un’associazione sportivo dilettantistica e di una società sportivo dilettantistica, molte persone mi hanno detto di essere in confusione su ricevute, fatture etc. Le domande sono state tante: quando emettere fattura? Qual’é il modo corretto di emettere fattura? Come compilarla?



Nel frattempo cosa dice Wikipedia a proposito della fattura? Andiamo a scoprirlo insieme!

Come emettere una fattura associativa o societaria? Solo consigli utili

Ci tengo sempre a precisare che ciò che dirò in questo articolo è frutto della mia esperienza lavorativa. Sono semplici consigli e non ho intenzione di sostituirmi ad alcun consulente del lavoro o commercialista o contabile. Sicuramente il professionista di fiducia che vi segue, conosce la vostra situazione, sa perfettamente quali sono le vostre entrate ed uscite etc. Insomma nessuno potrebbe farvi una consulenza migliore. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che leggono il blog e mi seguono sui social.



Consigli operativi

Come emettere fattura associativa? Partiamo sempre dal presupposto che l’attività di un’associazione è istituzionale e anche commerciale. Per poter emettere una fattura associativa o se si emette una fattura associativa, vuol dire che quella realtà ( associazione nella maggior parte dei casi o società) esercita anche un’attività di carattere commerciale. Per fare ciò è necessario che associazione e società siano nel regime forfettario disciplinato dalla legge 398/1991. E’ un regime che consente a questa realtà di fatturare. Ovviamente è necessario capire quando va fatta fattura, perché va fatta fattura, quando è esercitata attività commerciale.

Quote di iscrizione

In primis ci tengo a precisare che le iscrizioni all’associazione o alla società sportiva e le quote versate da associati e soci vanno a costituire il regime istituzionale di associazione o società. Esse non sono tassate. Esse vanno direttamente a confluire nelle casse dell’associazione sportivo dilettantistica o della società sportiva. Per quanto concerne l’aspetto commerciale è a tutti noto che nelle strutture sportive, palestre, centri, scuole di danza, vi sia un angolo dedicato all’acquisto ed al consumo di cibi e bevande nonché esposizione di prodotti, attrezzature o gadget. Questo tipo di vendita concerne appunto l’aspetto commerciale e dunque viene emesso scontrino e viene conservato un registro di cassa. Sappiate che comunque vi ringrazio perché siete sempre in numerosi a seguire il blog ed a leggermi.

Non trascurate mai il rapporto con il vostro consulente di fiducia!

Come emettere una fattura associativa o societaria? Aspetti commerciali

Altri casi di commercialità dell’attività associativa sono l’acquisto di abbigliamento o accessori utili per la disciplina che si pratica ( si pensi al commercio delle scarpette di danza); l’acquisto di prodotti energetici o dimagranti; l’acquisto di materiale per sport quali il tennis, il pattinaggio, la boxe. In tutti questi casi l’associazione sportiva o la società dovranno emettere scontrino fiscale o ricevuta contabile. Consiglio in questo caso di acquistare un registratore di cassa ( ovviamente non é obbligatorio) ma almeno è necessario avere un libretto per rilasciare le ricevute. Qualche associazione di promozione culturale potrebbe mettere in vendita vestiti per spettacoli ( si pensi alle scuole artistiche).



Vendita e commerce

Un’altra domanda che mi è stata posta, che è strettamente connessa alla necessità di essere regolari nella gestione della contabilità della propria associazione o società sportivo dilettantistica é: potrei emettere anche fattura qualora decidessi di vendere i miei prodotti sul web? Ovviamente l’associazione ( di qualsiasi tipo) non può vendere di tutto. E’ necessario sempre che ci si attenga a quanto stabilito all’interno dello statuto associativo che è la grundnorm ovvero la “norma fondamentale”. Quindi se si volessero vendere pacchetti di lezioni, lezioni singole o corsi di formazione, sarà possibile solo se stabilito nello statuto.

Come emettere una fattura associativa o societaria? Come regolarsi per la vendita online?

Chiarito questo aspetto, sarà opportuno ricordare che anche in caso di vendita online va rilasciata la ricevuta. Come riuscirò a gestire la numerazione corretta delle fatture se la mia vendita è anche sul web? Il nostro commercialista potrà anche aiutarci in questo perché c’è la possibilità di distinguere le vendita. Ci sono dei codici specifici che consentirebbero di dividere le vendite online dalle vendite fatte all’acquirente. Al proprio consulente andranno consegnate tutte le fatture. Costui si occuperà di fare i dovuti calcoli in base al regime forfettario.

Come va fatta una fattura?

Come va fatta una fattura? E’ molto semplice. In primis vi consiglio di dare uno sguardo sul web perché ci sono tanti tutorial o esempi di fatture precompilate. Inoltre, sicuramente, potreste anche rivolgervi a qualche sito di consulenza online. Ovviamente io consiglio di personalizzarla ovvero far sì che compaia anche il logo dell’associazione o della società sulla stessa. L’estetica è sicuramente superflua, fiscalmente parlando, ciò che conta è che sia emessa correttamente. Le fatture, dunque, sia web che vendita fisica vanno sommate. La fatturazione copre l’anno civile ovvero dura 365 giorni o 364 ( a seconda che febbraio sia di 28 o di 29). Dunque al termine del mese di dicembre, sarà opportuno raccogliere tutte le fatture e consegnarle al proprio commercialista.



Conclusioni

Spero di essere stato utile nel fornirvi queste spiegazioni. Vi invito a seguirmi su Instagram, Telegram e sul canale YouTube dove carico moltissimi video sulle mie esperienze di viaggio e lavoro in Italia e all’estero.

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