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Quando conviene realizzare il regime fiscale introdotto dalla legge 398/1991?

Agevolazioni fiscali per associazioni sportive dilettantistiche

Con la legge 16 dicembre 1991 n.398 (“Disposizioni tributarie relative alle associazioni sportive dilettantistiche”) è stato introdotto un regime fiscale agevolato per determinate categorie di associazioni dilettantistiche o sportive. E’ proprio l’articolo 1 della legge ad indicare, con maggiore precisione quali sono i soggetti destinatari di tali agevolazioni:

Articolo 1
Le associazioni sportive e relative sezioni non aventi scopo  di
lucro, affiliate alle federazioni  sportive  nazionali  o  agli  enti
nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai  sensi  delle  leggi
vigenti, che svolgono attività sportive dilettantistiche e  che  nel
periodo  d'imposta  precedente  hanno  conseguito  dall'esercizio  di
attivita' commerciali proventi per un importo non  superiore  a  lire
100 milioni,  possono  optare  per  l'applicazione  dell'imposta  sul
valore aggiunto, dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche  e
dell'imposta locale  sui  redditi  secondo  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 2. L'opzione  è  esercitata  mediante  comunicazione  a
mezzo  lettera  raccomandata  da  inviare   al   competente   ufficio
dell'imposta sul valore aggiunto; essa ha effetto  dal  primo  giorno
del mese successivo a quello in cui è esercitata, fino a quando  non
sia revocata e, in ogni caso, per almeno un triennio. I soggetti  che
intraprendono  l'esercizio  di   attivita'   commerciali   esercitano
l'opzione nella dichiarazione da presentare ai sensi dell'articolo 35
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633,
e successive modificazioni. L'opzione ha effetto anche ai fini  delle
imposte sui redditi e di essa deve  essere  data  comunicazione  agli
uffici delle imposte dirette entro i trenta giorni successivi. 
Parere personale in merito a tale regime fiscale

Poste le disposizioni legislative, da seguire con precisione, esprimo un mio personale pensiero nonché consiglio in merito all’adozione di un regime fiscale similare.

Associazioni e società: uguaglianze e differenze

Le attività di un’associazione si dividono in attività commerciali ed attività istituzionali. Possiamo dire che le attività istituzionali sono proprie sia di un’associazione sia di una società. Esse, ovvero, devono comunque erogare le mensilità a coloro che lavorano per le stesse. Entrambe possono avere un regime istituzionale, per la cui costituzione è necessario soltanto il codice fiscale. Soltanto in virtù di questo è possibile sia percepire le mensilità, sia associarsi per avere abbonamenti agevolati ( fai 4 mesi ma ne paghi 3 ad esempio). Ovviamente non sono comprese nel regime istituzionale le quote saggio e le quote spettacolo ( danza e pattinaggio per fare un esempio).



Quote per saggi e spettacoli finali

Le quote per i saggi di danza o pattinaggio, generalmente di fine anno, non sono mai comprese nella mensilità che l’allievo o l’allieva versano alla scuola o all’associazione. Si tratta di pagamenti extra, voluti soprattutto da direttori, insegnanti e coreografi, per il sostegno delle attività di fine anno. Queste quote comprendono i costumi di scena, la locazione del teatro, le foto ed il video dello spettacolo, coreografi o ballerini esterni alla scuola etc. Si tratta di somme particolarmente esose che, alcune scuole, non consentono di rateizzare.

Aspetto istituzionale

Queste quote, ovviamente, non sono comprese, come ho già detto, nell’aspetto istituzionale di una scuola o accademia, ma rientrano nell’ambito commerciale di una società sportiva o associazione sportiva dilettantistica. Il regime fiscale, previsto dalla legge 398/1991, non prevede una tassazione IVA del 22% ma prevede una forfettizzazione sulla stessa. Questo passaggio è generalmente affidato ad un commercialista esterno o consulente fiscale. Il vantaggio è sicuramente il risparmio sull’Imposta sul Valore Aggiunto. Le associazioni o le società sportive, per potere accedere a questo beneficio, non devono avere conseguito, dall’esercizio delle attività commerciali,  nel precedente periodo di imposta, proventi superiori a € 400.000,000.

A tal proposito riporto il testo dell’articolo 2 della legge 398/1991:



Articolo 2
I soggetti di cui all'articolo 1 che hanno esercitato  l'opzione
sono esonerati dagli obblighi di  tenuta  delle  scritture  contabili
prescritti dagli articoli 14,  15,  16,  18  e  20  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,  e  successive
modificazioni. Sono, altresì, esonerati dagli  obblighi  di  cui  al
titolo II del decreto del  Presidente  della  Repubblica  26  ottobre
1972, n. 633. 
  2. I soggetti che  fruiscono  dell'esonero  devono  annotare  nella
distinta  d'incasso  o  nella  dichiarazione  di  incasso   previste,
rispettivamente, dagli articoli 8 e 13  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640,  opportunamente  integrate,
qualsiasi   provento   conseguito   nell'esercizio    di    attivita'
commerciali. 
  3. Per i proventi di cui  al  comma  2,  soggetti  all'imposta  sul
valore aggiunto, l'imposta continua ad applicarsi con le modalita' di
cui all'articolo 74, quinto comma, del decreto del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. 
  4. Le fatture  emesse  e  le  fatture  di  acquisto  devono  essere
numerate progressivamente  per  anno  solare  e  conservate  a  norma
dell'articolo 39 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 633, e dell'articolo 22 del decreto  del  Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973,  n.  600.  Sono  fatte  salve  le
disposizioni previste dalla legge 10 maggio 1976, n. 249, in  materia
di ricevuta fiscale, dal decreto del Presidente  della  Repubblica  6
ottobre 1978, n. 627, in materia di documento di accompagnamento  dei
beni viaggianti, nonché dalla legge  26  gennaio  1983,  n.  18,  in
materia di scontrino fiscale. 
  5. In deroga alle disposizioni  contenute  nel  testo  unico  delle
imposte sui redditi,  approvato  con  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre  1986,  n.  917,  il  reddito  imponibile  dei
soggetti  di   cui   all'articolo   1   è   determinato   applicando
all'ammontare dei proventi  conseguiti  nell'esercizio  di  attivita'
commerciali il  coefficiente  di  redditività  del  6  per  cento  e
aggiungendo le plusvalenze patrimoniali. 
  6. Con decreto  del  Ministro  delle  finanze,  da  emanarsi  entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge,
saranno approvati i modelli di distinta e di dichiarazione  d'incasso
di cui al comma 2 e stabilite le relative modalita' di compilazione
Vendita commerciale nella propria struttura

Se all’interno della propria struttura non si procede alla vendita di accessori di danza, fitness e wellness, pilates, abiti sportivi, bevande, integratori etc. non stai svolgendo anche attività commerciale. Tuttavia qualora si voglia procedere alla vendita di cibo e bevande, in modalità bar, sono necessarie le opportune autorizzazioni. Un discorso a parte viene fatto per distributori di proprietà di società terze oppure per la vendita di materiale proprio con marchio della società o dell’associazione. Anche la sponsorizzazione è un’attività commerciale. In tale situazione è importante accedere al regime fiscale di cui alla legge 398/1991.

Nessuna vendita o sponsorizzazione

Dunque quando non si procede alla vendita, come ho indicato precedentemente, si può procedere alla semplice stipulazione del contratto previsto dalla legge per queste realtà ( C1, C2, C3, C4, A2, A10 etc.) Per ciò che concerne dunque la tipologia di contratto, la locazione del luogo in sui si svolge l’attività, la mensilità pagata da associati ed iscritti, si tratta di attività rientranti nell’ambito istituzionale.

SIAE nella propria sede di competenza

Un altro vantaggio offerta dall’adesione al regime fiscale di cui alla legge 398/1991 è la possibilità di tenere spettacoli o partecipare a concorsi in tutta Italia procedendo al pagamento della SIAE nella sede territoriale di competenza. Questo è sicuramente un aspetto importante per un organizzatore di eventi. Oltre a ciò quando si tiene lo spettacolo, il ricavo del biglietto e la quota pagata dall’allievo rientra nell’ambito commerciale.



Importanza di una consulenza esterna

E’ importante che tutti gli aspetti fiscali siano affidati ad un esperto o professionista esterno, ovvero un commercialista o un consulente fiscale. Quando sei sottoposto al regime fiscale di cui ala legge 398/1991, è necessario emettere fatture e si possono anche ricevere fatture. E’ possibile anche accedere alla fatturazione elettronica. Tutto ciò che attiene alla parte istituzionale può essere sottoposto a ricevute. Esse devono riportare la quota versata dall’allievo ed il codice fiscale. Essa va rilasciata a colui che effettua il pagamento ed intestata allo stesso. E’ importante che venga effettuata una doppia copia: una sarà tenuta dall’associazione o società sportiva.

Riporto un articolo sull’importanza e utilizzo del POS nelle proprie attività sportive:

https://www.asidanza.it/pos-per-le-asd-ssd/3325/



Conclusioni

In conclusione il regime fiscale della legge 398/1991 è importante se oltre all’attività puramente dilettantistica, si effettua anche un’attività commerciale.

Ecco il testo integrale della legge da Gazzetta Ufficiale:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1991/12/17/091G0448/sg



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