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In questo articolo andremo a vedere quali sono i passaggi da seguire per aprire una ditta individuale. Nei prossimi paragrafi parleremo di cosa è una ditta individuale, quali sono i vantaggi e gli svantaggi e cosa si deve fare per aprirne una. 

Se hai in mente di aprire una tua attività, gli aspetti da prendere in considerazione sono molti. Ad esempio, devi considerare quale tipo di impresa si adatta meglio alle tue esigenze e al tipo di attività che svolgerai. Oppure, quali strategie adotterai per raggiungere i tuoi obiettivi lavorativi? Affronterai il percorso da solo o con altre persone? 

Le decisioni che prenderai su questi aspetti determineranno la riuscita della tua impresa. Perciò è necessario scegliere tutto con cura, senza fretta e, come sempre, rivolgendosi ad un esperto in materia, che vi saprà guidare al meglio in queste decisioni così importanti. 

Il Business Plan

Prima di decidere se aprire una attività e scegliere con quale forma giuridica (se  una ditta individuale, una s.r.l. o una società per azioni, ad esempio) è necesario creare un Business Plan (o piano industriale). È fondamentale soprattutto se si richiedono finanziamenti. 



Si tratta di un documento in cui viene spiegato il progetto che si ha in mente, prevedendone i costi e le spese, ma anche i possibili guadagni. Si elencano e si spiegano gli obiettivi di mercato da raggiungere, le idee di base dell’attività e le risorse necessarie a metterle in atto.

Il Business Plan serve anche nel lungo periodo, per valutare il successo o l’insuccesso dell’idea imprenditoriale. 

Cosa è la ditta individuale?

Innanzitutto cerchiamo di capire in cosa consiste una ditta individuale, o impresa individuale.



La ditta individuale è una forma giuridica con cui si può costituire un’impresa, un’attività. Il titolare della ditta individuale è uno solo. Perciò, responsabilità e guadagni ricadono totalmente su questa unica persona. Per aprirla, basta aprire una Partita IVA (per scoprire come fare, ti consiglio di leggere questo articolo). Per aprire la ditta individuale, l’imprenditore dovrà versare un capitale da investire, ma la quantità minima non è definita. 

I rischi del titolare d’impresa

È la forma giuridica più diffusa e più semplice da gestire. Tuttavia, bisogna considerare che tutte le responsabilità ricadono sull’unico titolare e su tutto il suo patrimonio. Cosa significa? Significa che finché la ditta individuale procede secondo i piani, portando un guadagno al titolare, va tutto bene. Ma nel momento in cui, per qualsiasi motivo, la ditta individuale dovesse attraversare un momento di difficoltà fino ad arrivare ad accumulare debiti, il titolare è l’unico responsabile. Perciò sarà proprio lui a dover sanare questi debiti, pagandoli con il proprio patrimonio personale: abitazione, automobile, immobili di proprietà ecc. 

Ad ogni modo, la forma giuridica della ditta individuale viene spesso utilizzata per attività che non richiedono grandi investimenti e il cui margine di rischio è minimo. 



La conduzione della ditta individuale

Il responsabile della ditta individuale, come abbiamo visto, è il titolare. Tuttavia, la ditta individuale può essere gestita a livello familiare o anche coniugale. Perciò il titolare può avvalersi dell’aiuto dei propri familiari. 

Ovviamente ci sono delle condizioni da rispettare. Ad esempio, per quanto riguarda i familiari, possono partecipare all’attività della ditta individuale i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. I familiari hanno diritto alla ripartizione degli utili dell’impresa, ma non hanno alcuna responsabilità. 

Per quanto riguarda i coniugi, invece, la ditta individuale deve essere costituita dopo il matrimonio e i coniugi devono aver accordato la comunione dei beni. La gestione della ditta e la ripartizione degli utili sarà condivisa in modo uguale da entrambi i coniugi. 



La conduzione della ditta individuale con persone diverse dai familiari

Come vedremo nei paragrafi successivi, i costi dell’apertura e della gestione di una ditta individuale non sono elevati. Perciò in molti si chiedono se sia possibile aprire una ditta individuale con collaboratori che non siano familiari o coniugi. È possibile farlo, ma solamente se questi collaboratori vengono inquadrati come lavoratori dipendenti. Il titolare deve provvedere a mettere in regola il lavoratori con il versamento dei contribuiti e l’obbligo di frequentare i corsi sulla sicurezza o primo soccorso, ad esempio. Questi collaboratori devono comunque possedere una Partita IVA. 

La gestione della ditta individuale 

La ditta individuale, nel corso degli anni, ha dimostrato di essere la forma giuridica più resistente ai cambiamenti di mercato e alle crisi economiche. È un tipo di impresa molto facile da gestire e molto flessibile.

La gestione amministrativa e contabile non presente aspetti complicati. Non è necessario tenere i libri sociali o redarre i verbali di assemblea, a differenza delle società. Non sono presenti organi collegiali e non deve essere stilato uno statuto. Il titolare o il legale rappresentante dell’impresa sono le uniche figure che possono e devono prendere tutte le decisioni riguardanti la ditta individuale. 



La costituzione di una ditta individuale 

Come abbiamo visto, non è necessario uno statuto o un atto costitutivo. Tuttavia, nel caso in cui si decidesse di affidarsi a una conduzione familiare, con uno o più collaboratori, è necessario rivolgersi a un notaio e redigere l’atto di impresa familiare in modo da dichiarare i soggetti che faranno parte della ditta, con le relative quote di partecipazione. 

Inoltre, per aprire una ditta individuale è necessario richiedere all’Agenzia delle Entrate, attraverso il modello AA9/12 l’attribuzione del numero di Partita IVA. Nell’articolo su come aprire una Partita IVA in modo gratuito troverai altre informazioni su questo modello.

Per far sì che la ditta sia in regola dal punto di vista previdenziale e assicurativo, è necessario comunicare l’inizio dell’attività, con l’iscrizione all’INPS e all’INAIL. Per svolgere tutte queste pratiche sarà necessario collegarsi al canale Comunica, del registro della imprese. 



Quindi, per dare inizio ad una ditta individuale è necesario richiedere l’attribuzione di una Partita IVA e comunicare l’inizio dell’attività. 

Attività commerciali e artigianali

Nel caso in cui volessi aprire un’attività commerciale o artigianale e i tuoi locali non fossero ancora in regola per l’apertura, o mancassero alcuni documenti (come HACCP o Attestati sui Corsi di Sicurezza) sarà possibile inizialmente richiedere solo l’attribuzione della Partita IVA e comunicare l’inizio dell’attività successivamente. Nel frattempo, con la comunicazione della Partita IVA ai tuoi fornitori, potrai iniziare a scaricare i primi costi, le prime spese. 

Per dichiarare l’inizio dell’attività dovrai presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), di cui abbiamo parlato in questo articolo



Adempimenti fiscali obbligatori di una ditta individuale 

Oltre alla Partita IVA, sono necessari anche la Firma Digitale e la CNS (Carta Nazionale dei Servizi). È possibile richiederla dalla Camera di Commercio del tuo territorio. Questi due elementi servono ad autenticare i documenti. 

Inoltre, per una ditta individuale non iscritta alla “gestione separata INPS” è obbligatorio possedere una PEC (Posta Elettronica Certificata). Anche il Conto Corrente deve essere intestato alla ditta per poterne verificare le entrate e le uscite relative all’attività. 

Altri elementi necessari sono il timbro della ditta (con nome completo del titolare, Partita IVA, codice fiscale e indirizzo), un registro dei corrispettivi, un registratore di cassa e il libro unico del lavoro e degli infortuni. 



Quanto cosa aprire una ditta individuale?

Sicuramente, prima di avviare un’attività con una ditta individuale possono esserci dei costi relativi alla messa in sicurezza del locale, ai corsi sulla sicurezza sul lavoro o l’HACCP, al rilascio di autorizzazioni varie. Questi costi, però, dipendono dai professionisti che se ne occupano o a cui ti rivolgi. 

Per l’iscrizione alla Camera di Commercio il costo è di 55 € l’anno; per diritti e bolli dovuti al registro per le imprese il costo è di 36 €. Anche PEC, CNS e dispositivi per la firma digitale sono a pagamento. 



I contributi previdenziali INPS per ogni lavoratore corrispondono a una cifra di circa 3.600 €, rateizzabili in quattro rate. Inoltre, si dovrà pagare un’assicurazione INAIL, l’IRAP, l’IRPEF e l’IVA (in base al regime adottato). 

Conclusione

La ditta individuale rappresenta uno dei modi più semplici per aprire e gestire un’attività ma, come in tutti gli aspetti della vita, ci sono vantaggi e svantaggi, rischi e guadagni. L’incertezza del futuro sarà presente indipendentemente dal tipo di forma giuridica che sceglierai per la tua attività. Spero che questo articolo vi abbia aiutato a capire meglio in cosa consiste una ditta individuale. Come sempre, però, vi ricordo che i mei sono solo consigli e che è sempre meglio rivolgersi ad un esperto che valuterà il vostro caso e saprà guidarvi al meglio.

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