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In questo articolo affronteremo l’argomento delle verifiche fiscali alle associazioni e società sportive dilettantistiche. È un argomento molto interessante, soprattutto per i gestori degli impianti sportivi. Infatti, recentemente le associazioni e le società sportive sono state prese d’assalto dagli enti verificatori. Questi enti sono: l’Agenzia delle Entrate, la Guardia di Finanza e la SIAE.

La SIAE, infatti, tramite un accordo con l’Agenzia delle Entrare, è entrata a far parte degli enti verificatori per quanto riguarda i controlli sulle associazioni e le società sportive. Infatti, chi possiede un’attività commerciale sa che con la legge 398 di cui abbiamo parlato anche in questo articolo, la SIAE è l’ente che verifica, per esempio, che non venga superato il plafond di € 400.000,00. 



Ad ogni modo, la verifica della SIAE è quella meno “dolorosa” : se ci dovessero essere delle problematiche, come il mancato pagamento di imposte, la SIAE dovrà fare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima successivamente controllerà se il rapporto costi-benefici, ovvero il rapporto tra il costo necessario ad effettuare la verifica e il guadagno che le mancate imposte pagate porteranno, sia a favore ovviamente dell’Agenzia delle Entrate. La verifica della SIAE, comunque, potrebbe non essere redditizia per l’Agenzia delle Entrate, che quindi non continuerebbe ad indagare. 

Come funzionano le verifiche degli enti verificatori? Il controllo della documentazione

L’Agenzia delle Entrale, la Guardia di Finanza e la SIAE hanno come obiettivo quello di disconoscere la qualifica di ente no profit dell’associazione sportiva, o quello di revocare i benefici fiscali. Questi sono gli obiettivi. Ma come agiscono gli enti verificatori?



Solitamente viene svolta una verifica basandosi sulla consegna di documentazione: lo statuto, la partita iva, gli F24 pagati, le imposte varie, il registro CONI, il modello Eas, l’affiliazione all’ente di promozione sportiva. Inoltre, vengono richiesti anche i bilanci degli anni al quale è soggetto il periodo di verifica e gli estratti conti bancari. La SIAE svolge soprattutto questo tipo di controllo. 

Come funzionano le verifiche degli enti verificatori? Il controllo sul posto 

Invece, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza possono svolgere controlli anche sul posto. Fanno un primo accesso, sopratutto nei periodi di maggiore affluenza degli associati e dei frequentatori dell’associazione o della società sportiva. L’accesso è motivato dall’obiettivo che si pongono, ovvero capire se effettivamente i frequentatori sono soci o meno dell’associazione.

Questo avviene nella maggior parte dei casi attraverso dei questionari, che vengono già standardizzati e consegnati ad un numero limitato di frequentatori  (5-7 persone) che in quel momento frequentano l’associazione. 



Le domande sono molto semplici: il frequentatore si sente più socio o cliente? E spesso succede che, pur facendo firmare l’iscrizione all’associazione, il frequentatore risponda di sentirsi più “cliente”. Il frequentatore partecipa alle assemblee? E quasi sempre non vi partecipa. Il frequentatore conosce i dirigenti dell’associazione? Spesso non li conosce. Partecipa attivamente alla vita dell’associazione? Quasi sempre la risposta è no.

Basta quindi veramente poco per dare il via libera agli enti verificatori, che procederanno con verifiche ulteriori fino all’eventuale disconoscimento dei benefici fiscali dell’associazione. 

È importante che dal punto di vista formale l’associazione sia in regola. Per esempio, deve fare delle convocazioni ufficiali per le assemblee, specificando la presenza dei dirigenti. In questo modo, la mancata partecipazione del socio è più responsabilità dell’associazione, ma del socio stesso. Inoltre, deve almeno far firmare al socio e al tesserato un modello di presa visione della convocazione. Essendo uno dei principali motivi di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, questo è un modo per tutelarsi. 



Il disconoscimento del principio di democraticità 

Il principio di democraticità è alla base dell’associazionismo, quindi delle associazioni sportive dilettantistiche, e dovrà essere ben esposto nello statuto e concretizzato con i fatti. 

L’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza è quello di disconoscere questo principio. E lo possono fare mettendo in evidenza la poca partecipazione dell’associato alla vita dell’associazione. Perciò noi dobbiamo cercare di prevenire questo tipo di verifica. 

L’unico ente che ha il potere di disconoscere l’attività sportiva è il CONI. Partiamo sempre dal principio che lo Stato attribuisce determinate agevolazioni fiscali alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche perché non può portare avanti un’attività sociale come quella sportiva. Non riuscendo ad adempiere a questo compito, lo Stato devolve la responsabilità a privati, ovvero alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche. 



Ad ogni modo, è bene ricordare sempre che le verifiche fiscali per associazioni dovrebbero essere portate avanti in maniera tranquilla e senza esagerare in richieste assurde. Le associazioni svolgono un ruolo fondamentale a cui lo Stato non riesce a dedicarsi. E non si tratta di un compito semplice, bensì di un’attività, quella sportiva, che porta benefici a tutti i settori, da quello economico a quello sanitario. 

Come sempre, ci tengo a precisare che questi rimangono semplici consigli e che non intendono sostituirsi al vostro consulente di fiducia. Se non lo avete ancora fatto, seguitemi sui canali Telegram e YouTube per rimanere sempre aggiornati sul mondo delle associazioni!

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