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E’ meglio aprire una struttura privata oppure lavorare in una struttura pubblica?

Struttura pubblica e struttura privata: qualche differenza

Si tratta di due realtà molto diverse nonostante la gestione e la fiscalità siano sullo stesso piano. E’ sempre necessario costituire un’associazione o società sportiva dilettantistica, devono essere effettuati i tesseramenti e le decisioni vanno assunte a seguito di valide assemblee. Ciò che le differenzia è sicuramente la disponibilità. Avere una struttura di proprietà consente un utilizzo pieno e libero. Qualora si decida di prendere in affitto la palestra di una scuola o di un centro sportivo comunale, orari e giorni saranno ridotti. In genere queste strutture ospitano più insegnanti, coach, attività e corsi e dunque è necessario adattarsi ed accordarsi con gli altri utilizzatori. Ci saranno quindi più associazioni e più società che si alterneranno. Non è sicuro che ogni anno si riesca a rinnovare il contratto di utilizzo.



Palestra e scuola di danza di proprietà: maggiore libertà

E’ meglio aprire una struttura privata oppure lavorare in una struttura pubblica? Aprire un centro sportivo, una palestra, una scuola di danza rende il proprietario e gli insegnanti o lo stesso titolare/insegnante liberi. Il luogo potrà essere strutturato a proprio piacimento, secondo le proprie esigenze. La suddivisione delle sale, l’organizzazione degli spogliatoi, gli arredi, gli attrezzi da utilizzare saranno scelti in maniera autonoma. Non ci si dovrà adattare sui giorni e sugli orari. Lavorare in una struttura pubblica obbliga anche a tenere le lezioni solo nel pomeriggio. Gli insegnanti, nelle strutture private, potrebbero decidere di lavorare anche in serata o fino a tarda sera. La libertà di una struttura privata è indiscutibile.

Oneri delle strutture private

Indiscutibilmente avere una struttura privata ha anche qualche lato negativo. I costi sono tutti a carico del titolare. Spese energetiche, imposte e tasse, pulizia della struttura, pagamenti puntuali dei dipendenti, versamento dei loro contributi, loro assicurazioni, acquisto degli attrezzi. A ciò va aggiunta la periodica manutenzione degli impianti. I titolari, qualora non abbiano strutture di proprietà, sono tenuti a prendere in locazione luoghi dove realizzare la loro attività. Dunque, ai costi che ho citato prima, va aggiunto il canone di locazione. Nella struttura pubblica, invece, tali costi sono a carico del Comune o dell’Ente che ne è proprietario.



Scuole di danza private: varietà e professionalità

Nelle strutture private è possibile inserire il numero di attività e di corsi che si preferisce. Si può lavorare tutti i giorni. Mi sembra opportuno fare l’esempio delle scuole di danza, che nascono comunque come associazioni sportive dilettantistiche. Una scuola di danza, gestita privatamente, potrà essere organizzata in modo molto libero. Il titolare potrà decidere di affiancare ai corsi di danza classica, jazz, moderno o contemporaneo, yoga, pilates, fitness, zumba. Costui potrà decidere di avvalersi di più insegnanti esperti in queste discipline. Nei giorni festivi o prefestivi potrà tenere stage, corsi privati o lezioni extra, invitando professionisti dei diversi settori. In tali occasioni si potranno accogliere anche allievi esterni o ospitare interi corsi di altre scuole di danza. Nelle strutture private, inoltre, sarà possibile creare uno spazio specifico per le visite mediche, ospitare fisioterapisti, biologi nutrizionisti, dietologi.

Rischi nelle strutture pubbliche

Quando si opera in una struttura pubblica, l’utilizzo va pagato ad ore. Vi è il rischio che, dopo aver utilizzato per anni uno spazio pubblico in concessione, improvvisamente l’Ente o il Comune proprietario non la conceda più. Da un punto di vista burocratico, non ci sono molte differenze. Le associazioni sportive dilettantistiche o le società sportive svolgeranno gli stessi adempimenti per l’apertura e per l’avvio dell’attività. Sarà necessario fare il modello Eas, presentare la Scia al Comune, Indiscutibilmente ci sono passaggi fondamentali.

Obbligo SIAE

Un altro aspetto fondamentale da considerare è la SIAE, la quale va sempre pagata, sia che si operi in una struttura privata, sia che si operi in una struttura pubblica. Fortunatamente per coloro che creano



Obblighi assicurativi

Passiamo all’aspetto assicurativo. Una qualsiasi associazione sportiva dilettantistica o società sportiva dovrà provvedere all’adempimento degli obblighi assicurativi. Coloro che lavorano, frequentano o siano anche solo semplicemente terzi rispetto alla struttura, dovranno essere assicurati. Per fortuna ci sono degli enti di promozione o federazioni che offrono a scuole di danza, palestre, centri sportivi privati etc. forme di assicurazione da responsabilità civile sia verso gli atleti che verso terzi.

Campagna pubblicitaria

Altro aspetto importante da prendere in considerazione e da curare è la campagna pubblicitaria sia per l’apertura sia per l’avvio dell’anno accademico e sportivo. Sicuramente un centro o società privata dovrà farsi carico dei costi della pubblicità ed organizzarla grazie a dei professionisti. I corsi o le attività, che si tengono in strutture pubbliche, godono sicuramente di una pubblicità maggiore che, spesso, può essere lanciata anche dallo stesso Ente o dal Comune che gestisce il centro. Sicuramente ciò dipende dalla tipologia di lavoro che si vuole improntare.

Struttura pubblica o privata: entrambe valide

In conclusione non credo si possa affermare che ci sia una soluzione migliore. Aprire una palestra privata o un centro sportivo privatamente o in società privata è una scelta valida. Allo stesso modo, se si è alle prime armi, nulla vieta di cominciare a lavorare, anche per farsi conoscere, presso una struttura pubblica. Un insegnante, un coach, un aspirante professionista, senza grandi risorse economiche, può pensare di cominciare così. Quando avrà raggiunto un certo livello di professionalità oppure avrà creato un seguito di allievi, potrà valutare un’ipotesi di struttura privata. Io considero entrambe valide. Le valutazioni sono, tuttavia, di carattere personale.



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