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Essendo un imprenditore e gestendo anche attività commerciali come Dresego e Crociere nel cuore, molto quotate nell’ambito del turismo, spesso mi trovo a parlare anche di argomenti che non riguardano solamente la danza, lo sport in generale. Quindi affronto anche argomenti come i viaggi e le lingue.Infatti, spesso mi è stato detto: chissà come sarebbe se nel mondo parlassimo tutti la stessa lingua.

Da qui si possono aprire molti scenari davvero interessanti. Andiamo quindi ad analizzare quali sarebbero i pro e i contro se nel mondo parlassimo tutti la stessa lingua. 



I vantaggi di parlare tutti la stessa lingua

Sicuramente viaggiare sarebbe molto più semplice: molte volte succede di non scegliere una determinata destinazione per un viaggio perché non conosciamo la lingua. Oltre alla questione economica che può sempre influire, anche quella della lingua spesso ci limita nella scelta. Nel mondo ci sono più di 7.000 lingue ed è normale aver paura di andare in un posto e non essere in grado di comunicare, di farci capire e di capire chi abbiamo di fronte. Andare in un ristorante pensando di ordinare un piatto per poi vedere il cameriere che ci porta tutt’altro, magari che neanche ci piace o che non fa parte delle nostre abitudini culinarie.

Oppure avere difficoltà nello spostarsi con i mezzi pubblici o con un Taxi, nel comunicare una destinazione. Ma anche semplicemente capire e informarsi sulla storia e sulle origini di una città, di una civiltà. O spostarsi da un luogo di interesse a un altro. Sono molte le difficoltà che potremmo avere in un paese che non parla la nostra stessa lingua o una lingua che conosciamo. Parlare la stessa lingua sarebbe quindi un modo per superare tutte queste difficoltà. 



Anche un sito online potrebbe rappresentare una difficoltà se non offre la possibilità di essere tradotto nella nostra lingua o nelle lingue più importanti. E comunque, anche con la traduzione, non si arriverebbe a coprire tutte le lingue del mondo.

Analizzando il fattore social, anche per un’azienda non è sempre facile comunicare con tutto il mondo. Dovrebbe riuscire a creare contenuti che raggiungano le abitudini di marketing di tutti i paesi. Creare un post per l’Italia, uno per la Spagna e un per la Germania ha un costo e non tutti possono permetterselo. E, ripeto, non sarebbe comunque abbastanza per arrivare a comunicare con tutti i cittadini del mondo. Quindi avere una lingua comune a tutti sarebbe davvero una svolta e un modo per semplificare molte attività. 

Gli svantaggi di parlare tutti la stessa lingua

Allora quali sarebbero i contro? Chiunque, per lavoro o per turismo, vorrebbe poter comunicare con tutti. 



Analizziamo i posti di lavori: quante persone lavorano come traduttori, insegnano lingue o hanno scuole che si dedicano al loro insegnamento? Questo lavoro andrebbe perso e queste persone dovrebbero trovare una nuova occupazione. Magari proprio quella di insegnare questa ipotetica lingua comune, ma comunque il numero sarebbe al quanto ridotto se non nullo. La lingua comune, infatti, potrebbe essere insegnata direttamente nella scuola dell’obbligo. Non avremmo quindi scuole specializzate, accademie ecc. 

Studiare le lingue allena il cervello

Studi scientifici dimostrano anche che sforzarsi a vedere film o leggere libri e riviste in lingue che non comprendiamo ci aiuta a sviluppare il nostro intelletto. Il cervello si sforza e questo, a livello neurologico, ci aiuta a mantenerlo in forma. Un po’ come in palestra alleniamo i muscoli del corpo, con lo studio delle lingue alleniamo il nostro cervello. Che danno quindi creerebbe al nostro cervello l’esistenza di una lingua unica?

Pro e contro nel mondo del cinema e dei social

Se prendiamo il mondo del cinema, ad esempio, troveremo sia dei pro che dei contro. Partiamo dagli aspetti negativi: non esisterebbe più la figura del doppiatore, in quanto tutti saremmo in grado di comprendere la lingua che parla l’attore, dato che è anche la nostra. Non ci sarebbe più bisogno dei traduttori che si occupano di rendere i dialoghi comprensibili in altre lingue e altre culture. Tuttavia, questo ci permetterebbe di apprezzare un attore nella sua completezza, senza il filtro della voce del doppiatore. Probabilmente qualcuno ad oggi non sa neanche che voce abbia Johnny Depp, in quanto lo conosce attraverso la voce del suo doppiatore. 



La stessa cosa potrebbe andare a favore degli influencer: oggi non riusciamo a seguire i consigli di una influencer giapponese. Magari sono anche consigli utili e giusti, ma per saperlo con certezza dovremmo conoscere il giapponese. Con una lingua unificata, invece, riusciremmo a seguire ed apprezzare gli influencer di tutto il mondo. 

La “monotonia” di una lingua universale

Tuttavia, si andrebbero a perdere le varie sfaccettature delle culture: se vado a visitare Madrid o Londra mi aspetto di trovare determinate caratteristiche nei luoghi, ma anche nelle persone. Partendo dalla parlata veloce degli spagnoli, all’accento British degli inglesi. Dal modo di salutarsi, a come si raccontano le avventure quotidiane. Tutto questo andrebbe perso perché troverei una realtà identica a quella che trovo uscendo da casa mia, in Italia. Tutti avremmo le stesse abitudini, le stesse maniere. Si potrebbe generare una sorta di “noiosità”, di monotonia, che ci porterebbe a non viaggiare, a non voler scoprire nuove cose. Il fascino della città e dell’architettura rimarrebbe, ma la diversità della lingua e delle abitudini andrebbe persa. 

Inoltre, non molti sanno che nei paesi freddi esistono più modi per parlare del freddo, della neve. Così come nei paesi caldi abbondano le sfaccettature per descrivere il caldo. Se parlassimo una lingua unica, quanti modi di dire si perderebbero? Non sarebbe possibile ricrearli tutti in una lingua e comunque incontreremmo serie difficoltà nel ricordarli tutti. Anche parlando nella nostra lingua spesso non ci viene in mente una determinata parola, un modo di dire, figuriamoci se dovessimo impararli tutti in una lingua comune! 



Se nel mondo parlassimo tutti la stessa lingua…

Secondo il mio punto di vista, questo rappresenterebbe una vera e propria perdita. Si perderebbe la cultura del passato, delle lingue morte che ancora vengono studiate oggi per capire cosa volessero dire. Non saremmo più in grado di allenare il nostro cervello a comprendere cose nuove, diverse. Si rischierebbe una condizione di staticità generale, quasi noiosa, in cui non c’è più nulla da scoprire o da inventare. Mentre la lingua è in continuo cambiamento, in continua evoluzione. Nuovi termini vengono coniati e altri termini acquisiscono usi diversi. Pensiamo per esempio alle parole “selfie”, “influencer” e “hashtag”. Pensiamo a come sono entrati a far parte delle nostre vite da poco, ma le usiamo come se facessero parte dell’italiano da sempre.

Insomma la le lingue sono in continua evoluzione, seguendo i cambiamenti della cultura e del contesto in cui vengono parlate. Gli aspetti da valutare sono diversi e svariati, ma indiscutibilmente posso immaginare uno scenario che non sarebbe del tutto positivo se nel mondo parlassimo tutti la stessa lingua. 

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