ISCRIVITI AL CANALE TELEGRAM


Come dire “addio” alla timidezza? Bambini ed adolescenti timidi in sala o agli allenamenti.

Come dire “addio” alla timidezza? Questa è una domanda che frequentemente mi viene posta dagli insegnanti. Ai concorsi, alle rassegne, ai galà non manca mai. Premetto sempre di essere un esperto di danza ma non di pedagogia e psicologia, quindi baserò i miei consigli sull’esperienza, circoscritta soprattutto all’insegnamento ed allo spettacolo in generale.

Timidezza in sala e libertà sui social network

Gli insegnanti, di frequente, si chiedono come mai i bambini, gli adolescenti ed i ragazzini, in generale, siano timidi nelle sale, agli allenamenti, alle lezioni di karate insomma nello sport. In genere la timidezza è iniziale e progressivamente si scioglie. Quando l’allievo acquista confidenza con la disciplina, diventa più sicuro e quindi meno timido. La timidezza, infatti, è spesso sinonimo di insicurezza. Gli stessi insegnanti hanno affermato, poi, di aver scoperto che i loro allievi sono più spigliati e meno timidi sui social network. Un esempio lampante è sicuramente la piattaforma Tik Tok, dove è possibile registrare video e balletti visualizzati da migliaia di persone.

Carenza di socializzazione negli sport

Altri insegnanti hanno lamentato la carenza di socializzazione ai corsi, agli allenamenti, nelle partite etc. Gli sport di squadra ma anche le discipline di gruppo, come può essere la danza, dovrebbero avvicinare ragazzini ed adolescenti. Ma in verità, attualmente, essi tendono a comunicare maggiormente tramite messaggistica sui social. Hanno gli smartphone e la didattica a distanza sta incentivando sicuramente l’uso degli stessi.

Più liberi dinanzi ad una fotocamera

Sicuramente in generale si riesce ad essere più se stessi dietro la fotocamera di un cellulare, soli, nella propria abitazione, piuttosto che in un contesto dove ci sono persone. Se devi danzare, ti senti molto a tuo agio se nessuno ti guarda. Gli sguardi altrui distraggono e imbarazzano allo stesso tempo. Fare danza, giocare a calcio, basket, pallanuoto, pallavolo o praticare un qualsiasi sport impone, in certe occasioni, di esibirsi, di mostrarsi al pubblico. Proprio in occasione di questi eventi bambini e ragazzini hanno ansia da prestazione solo perché sapranno che saranno osservati. E’ normalissimo dunque sentirsi bene e fare meglio se si è da soli e si gira un video nella propria casa.

Come abbattere questo “muro”?

In primis consiglio di far parlare i bambini o gli adolescenti dinanzi allo specchio. E’ un esercizio consigliato da molti insegnanti di dizione e recitazione per cominciare a superare la timidezza. Sicuramente non è l’unico strumento utile in quanto il problema principale dei timidi si presenta dinanzi al pubblico. In questo frangente non vi è una regola o un esercizio da seguire, è l’esperienza che aiuta. Ballare dinanzi ad una platea di persona fa gelare il sangue le primissime volte, sarà difficile una quarta o quinta volta, diventa un’abitudine poi. Ciò non vuol dire che fare un saggio di danza al decimo anno di attività non sia emozionante. Il brivido da palcoscenico vi è sempre.

Tik Tok può aiutare

Ovviamente questo accade nella maggior parte dei casi. Ci sono anche adolescenti timidi che restano tali e che forse non diventeranno mai spigliati. A tal proposito spendo una parola a favore del social network Tik Tok. Nonostante sia uno strumento da utilizzare con cautela, oggi è sicuramente di supporto per moltissimi bambini o adolescenti timidi. Il suo continuo utilizzo e le approvazioni della community potrebbero far aumentare l’autostima della persona e sicuramente lo stimolano. Io credo che siamo esseri ad abitudine, ciò vuol dire che la ripetizione delle cose non solo ce le fa ricordare ma ci fa uscir fuori da certi meccanismi.

La timidezza va abbattuta con l’esperienza

Sicuramente non si può abbattere la timidezza subito. Ci vuole del tempo e sicuramente è necessario acquisire esperienza. Come ho già ribadito questo stato d’animo è dettato dall’insicurezza o dall’inconsapevolezza. Alcuni bambini o adolescenti sono spinti, molto spesso, a fare uno sport che non gradiscono. Anche questo può essere la causa di un blocco emotivo che spinge a chiuderli. Scherzosamente si dice che si può imparare a stare su un palco anche ad occhi chiusi, immaginando che non ci siano persone ad ascoltare o a guardare. Personalmente posso dire che non è utilissimo. Sono salito su molti palchi e ho parlato a molte persone, ansia ed adrenalina ci sono sempre. Certo l’esperienza è utile, ti rende più libero nell’approccio.



Timidezza ed insegnante

Come dire “addio” alla timidezza? Mi sembra giusto sottolineare che un ruolo importante è giocato anche dall’insegnante, dalla sua empatia ovvero dalla sua capacità di coinvolgere gli allievi. Chiacchierare, fare domande, creare insomma un ponte con il danzatore, il calciatore, lo sportivo in generale, genera sicurezza nella persona. Costui, giorno dopo giorno, imparerà ad instaurare un dialogo anche con il resto dei compagni, comincerà a sentirsi parte del gruppo e si aprirà. Dunque in conclusione credo che la timidezza possa essere abbattuta con alcuni accorgimenti. Non va via dall’oggi al domani ma ciò che è importante è che l’individuo sappia riconoscere il suo valore, sia sul piano umano che professionale.

Può interessarti : ALLENARSI A CASA E’ BENE ?

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATO

 SEGUIMI SU :

Seguimi su :

adv

Newsletter

adv

Dresego