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Come comportarsi nelle festività? Perché nuove disposizioni?

Come comportarsi nelle festività? Il 18 dicembre, ovvero venerdì, il Governo Italiano si è pronunciato nuovamente sulle modalità di comportamento da seguire nelle settimane di festa. Tra incertezze, dubbi e malcontenti, lo Stato ha dovuto necessariamente restringere gli spostamenti degli italiani in un periodo che si profila, particolarmente rischioso. La curva dei contagi si presenta stabile e la paura è che il lassismo e la leggerezza dei giorni rossi possa comportare un innalzamento del livello dell’epidemia. La conseguenza sarebbe un lockdown totale nel mese di gennaio, simile al primo.

Per completezza espositiva vi posto l’articolo delle disposizioni in vigore a partire dal 3 dicembre:

https://www.daniloravnic.it/nuovo-piano-di-emergenza-sanitaria-comprese-anche-le-festivita/

Di cosa si ci preoccupa per Natale e Capodanno?

La preoccupazione dell’impennata della curva dei contagi è stata espressa da Conte nella sua ultima diretta in tv, una delle tante di questo 2020 che hanno stabilito abitudini e comportamenti degli italiani. Banditi spostamenti liberi nei giorni rossi in cui l’Italia sarà tutta rossa. Maggiore libertà nei prefestivi ma tuttavia non si si potrà muovere fuori regione oppure aggregarsi liberamente per strada. Il decreto di Natale e Capodanno è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. E’ stato accolto tra polemiche malevoli e dubbi di comprensione.

In quali giorni sono attive le restrizioni?

Dal 24 dicembre al 6 gennaio l’intera Italia sarà zona rossa nei giorni prefestivi e festivi, il 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre ed anche il 1,2,3, 5 e 6 gennaio. Si potrà uscire dalle proprie abitazioni soltanto per motivi di lavoro, necessità e salute. 21,22,23,28,29,30 saranno giorni di maggiore mobilità. A casa si potranno ricevere ed ospitare sino a 2 persone non conviventi nel nucleo familiare. Ciò sarà consentito dalle ore 5 alle ore 22. E’ stato deciso questo per garantire un minimo di socialità, propria di questo periodo di calore familiare. Le funzioni religiose non saranno inibite ma consentite fino alle ore 22.

L’articolo 1, comma 1 del Decreto Legge n.172 è chiaro:

Durante i giorni compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 è altresi’ consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi“.



Comuni con un numero di abitanti sino a 5000, che destino per loro?

Il Governo ha pensato anche ai comuni con pochi abitanti e che sono collocati lontani dagli agglomerati urbani, tipo comunità montane, città di collina o decentrate rispetto ai capoluoghi di provincia. Gli abitanti di questi comuni ( fino a 5000 abitanti) potranno spostarsi sino a 30 km di distanza ma non potranno recarsi nei capoluoghi di provincia. Per favorire il commercio i negozi saranno aperti sino alle ore 21. Bar e ristoranti saranno chiusi nei giorni rossi. Nei giorni “rossi” sarà necessaria l’autocertificazione per muoversi, anche all’interno del proprio comune.

Riportiamo il testo di legge per completezza espositiva:

sono altresi’ consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia“.

Zone e giorni arancioni

Come comportarsi nelle festività? Maggiore libertà è prevista nelle date antecedenti e seguenti i giorni “clou”. In questo periodo le persone potranno muoversi tranquillamente nel proprio comune senza giustificarsi alle forze dell’ordine in caso di controlli.

Sì ai contributi a fondo perduto per la ristorazione

I settori maggiormente colpiti da queste restrizioni sono indubbiamente la ristorazione e quelli suoi collaterali. Ristoranti, bar, pasticcerie, resort, hotel avranno grandi perdite, che si aggiungeranno a quelle già subite nei mesi scorsi. Il Governo Italiano ha pensato anche a questo e nel Decreto Legge, all’articolo 2 si parla anche di contributo a fondo perduto da destinare all’attività dei servizi di ristorazione. Il testo di legge afferma:



Al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte dal presente decreto-legge per contenere la diffusione dell’epidemia «Covid-19», è riconosciuto un contributo a fondo perduto, nel limite massimo di 455 milioni di euro per l’anno 2020 e di 190 milioni di euro per l’anno 2021, a favore dei soggetti che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, hanno la partita IVA attiva e, ai sensi dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, dichiarano di svolgere come attivita’ prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nella tabella di cui all’allegato 1 del presente decreto. Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° dicembre 2020“.

A chi spetterà il contributo a fondo perduto?

Il contributo a fondo perduto spetterà solo ai soggetti che hanno beneficiato già del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del D.L. 19 maggio 2020 n.34, convertito successivamente dalla legge 17 luglio 2020 n. 77, che non abbiano restituito tale ristoro. I soldi saranno accreditati direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente bancario o postale, su cui è stato accreditato precedentemente.

Il D.L. precisa: “Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19», e successive modifiche“.

Disposizioni del 3 dicembre ancora utili

E’ importante sottolineare che le disposizioni principalmente vigenti saranno quelle stabilite dal Dpcm del 3 dicembre 2020. Infatti il testo del D.L. n.172 del 18 dicembre 2020 fa espresso riferimento allo stesso:

nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 sull’intero territorio nazionale si applicano le misure di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020; nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021 si applicano le misure di cui all’articolo 2 del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020“.



Ecco il testo integrale del Decreto Legge n.172 del 18 dicembre 2020 entrato in vigore il giorno 19 dicembre:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/12/18/20G00196/s

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