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In questo articolo andremo a vedere cosa è la SIAE e perché bisogna pagarla. 

Innanzitutto capiamo prima cosa è la SIAE. La SIAE è la Società Italiana degli Autori e degli Editori. Nasce a Milano nel 1882 e fu avviata da un’associazione che comprendeva scrittori, musicisti, commediografi ed editori. È un ente pubblico a base associativa che ha come scopo quello di proteggere i nostri diritti d’autore. Inoltre, può anche controllarci in termini economici e fiscali, con il servizio di accertamento e di riscossione tasse. Infatti, la SIAE raccoglie gli importi che spettano a ciascun autore e poi li distribuisce a ciascuno di essi. In questo modo, garantisce il riconoscimento dei diritti e il pagamento del giusto compenso per il lavoro di ciascun autore. Altre informazioni riguardanti la storia della SIAE potrete trovarle sul loro sito. 



Per le scuole di danza che tipologia di SIAE esiste? Come possiamo pagarla?

Prima di organizzare uno spettacolo o un saggio è bene capire quali sono le cose da gestire e, se siete interessati, potete trovare alcune informazioni in questo articolo. Sicuramente, uno degli aspetti da gestire è la SIAE. Per le scuole di danza esiste la possibilità di pagare un abbonamento annuale. Spesso mi viene chiesto sui social: con un abbonamento che impone la SIAE ho diritto a due manifestazioni all’anno, che posso effettuare in maniera gratuita. È così? Sì, effettivamente è così. Con un abbonamento annuale la SIAE consente lo svolgimento di due eventi. Ma a molti sfugge il fatto che le manifestazioni a titolo gratuito possono essere svolte solamente all’interno della sede dell’associazione oppure in un luogo messo a disposizione gratuitamente. 

Tipologie di abbonamenti SIAE

Ricordiamo che esistono diversi tipi di abbonamento. In primis, l’abbonamento a ore: da 0 a 20 ore mensili, da 20 a 40 ore e da 40 in poi. E inoltre si può pagare anche in base al numero di partecipanti: da 0 a 20 partecipanti, da 20 a 40 e da 40 partecipanti in poi. In questi casi la SIAE calcolerà la quota da versare. È importante ricordare, però, che i saggi compresi nell’abbonamento SIAE devono essere a titolo gratuito. Non è quindi possibile emettere un ticket di ingresso a pagamento. 



Inoltre, le manifestazioni a titolo gratuito si dividono in cinque categorie (più una sesta). La prima categoria prevede da 0 a 100 spettatori, la seconda categoria va da 101 a 300, le terza da 301 a 1000 spettatori, la quarta categoria da 1001 a 2000 e, infine, la quinta categoria va da 2001 a 3000 spettatori. Ogni categoria ha un diverso compenso. La sesta categoria va a coprire le fasce superiori, non coperte dalle prime cinque categorie, considerando una cifra per ogni 1000 spettatori in più. 

Per quanto riguarda il compenso a pagamento come funziona?

Il compenso del diritto d’autore va calcolato nel 10% in diverse tipologie. 

Nel primo caso si paga il 10% del 100% derivato dall’importo totale della vendita dei biglietti al netto delle imposte (IVA e imposta trattenimenti se dovuta). Il secondo caso prevede il 10% del 100% ma con una differenza: viene calcolato sugli importi e sugli altri servizi dovuti. La terza opzione è il 10% del 50% da applicare sugli importi di bevande e alimenti offerti all’interno della manifestazione. Il quarto e ultimo punto è quello che riguarda l’intrattenimento: sponsorizzazioni, riprese televisive e così via. E questo va calcolato al 50% dell’importo. 



Ovviamente ci sono dei compensi minimi che vanno versati alla SIAE, che percepisce economicamente a prescindere che si sia raggiunto un determinato numero di partecipanti. Questi vanno calcolati secondo la divisione in numero di spettatori che abbiamo visto precedentemente.

Cosa fare se non si ha un contratto con la SIAE

Cosa succede alle associazioni che, invece, non hanno aderito ad un abbonamento annuale della SIAE? Come devono comportarsi in caso di manifestazioni? Anche questo è un argomento molto importante che deve essere trattato.

L’associazione deve rivolgersi alla SIAE di competenza e sottoscrivere un contratto di concerto o spettacolo di danza. Nel caso in cui un emittente acquisti i diritti di ripresa di un evento, si sale dal 50% al 100%, calcolandone rispettivamente il 10%. 



Inoltre ricordo che pagare la SIAE è fondamentale perché ogni musica che viene riprodotta all’interno di una manifestazione o di uno spettacolo, e che ha scelto di registrare i propri diritti presso la SIAE, percepirà una quota economica da ogni riproduzione. La SIAE va pagata in anticipo, quindi prima di svolgere la manifestazione. Se il vostro saggio o spettacolo è compreso nel contratto annuale che avete firmato con la SIAE, è comunque necessario dichiararlo.

Quando non devo pagare la SIAE?

Oltre alla SIAE esistono altre società che si occupano dei diritti d’autore, ma la SIAE ad oggi è quella che va per la maggiore. Infatti, è l’ente che tutela la maggior parte degli artisti in Italia, quindi bisogna pagarla. Ad ogni modo, se i diritti delle tracce che verranno riprodotte durante la manifestazione o durante uno spettacolo non sono stati depositati alla SIAE ma ad altre piattaforme, il pagamento non dovrà essere effettuato. Un altro caso può essere quello in cui i brani riprodotti appartengono ad artisti deceduti più di 70 anni fa.

Concludo ricordandovi che i miei sono semplici consigli e che la miglior cosa da fare è recarsi alla propria SIAE di competenza del vostro paese e chiedere tutte le informazioni di cui avete bisogno. Altrimenti, potete semplicemente visitare il sito della SIAE, che personalmente ho trovato molto completo e molto dettagliato. Lì ho trovato tutte le risposte di cui avevo bisogno. 



Spero che questo articolo su cosa è la SIAE e perché bisogna pagarla vi sia stato utile e vi ricordo di seguirmi su Instagram e sui miei canali Telegram e Youtube per rimanere sempre aggiornati!

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