Informazioni sulla riforma del lavoro sportivo per le ASD e SSD

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In vista della riforma del lavoro sportivo, che entrerà in vigore a partire dal 1° luglio, ci preme offrire un riepilogo delle principali disposizioni e degli adempimenti da effettuare per le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e le Società Sportive Dilettantistiche (SSD). Desideriamo chiarire cosa comporterà l’entrata in vigore della riforma per aiutare le ASD e SSD ad adeguarsi alle nuove normative. È importante precisare che, in qualità di ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, il nostro ruolo è di fornire informazioni. Ogni modifica contrattuale o consulenza specifica dovrà essere effettuata dai commercialisti o consulenti delle singole ASD e SSD.

Chi È Considerato Lavoratore Sportivo?

Con la nuova riforma, viene definito lavoratore sportivo chiunque svolga un’attività sportiva ricevendo un compenso, indipendentemente dal genere e dal livello (professionistico o dilettantistico). Questo include atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, direttori sportivi, preparatori atletici, direttori di gara, e altri tesserati che svolgono attività essenziali per lo svolgimento delle attività sportive, ad esclusione delle mansioni di carattere amministrativo-gestionale.

Cambiamenti nel Regime dei Compensi

A partire dal 1° luglio, l’attuale regime che considerava i compensi sportivi come “redditi diversi” sarà abrogato. Invece, coloro che ricevono compensi saranno considerati “lavoratori”. I compensi relativi al mese di giugno 2023 dovranno essere erogati entro il 30 giugno 2023 per beneficiare dell’attuale disciplina. Oltre questa data, si applicherà la nuova normativa.

Rivedere l’Inquadramento e Contrattualistica

Sarà necessario rivedere l’inquadramento e la contrattualistica con tutti i collaboratori. Si consiglia di valutare attentamente le nuove tipologie contrattuali disponibili a partire dal 1° luglio 2023, che includono:

  • Co.Co.Co. sportivi: Presunzione relativa di collaborazione coordinata e continuativa fino a 24 ore settimanali.
  • Co.Co.Co. amministrativo-gestionale: Preferibile compenso mensile.
  • Partita IVA: Preferibile compenso forfettario.
  • Lavoratori dipendenti: Busta paga.

Considerazioni Fiscali e Contributive

La riforma introduce anche nuove considerazioni in termini di contributi INPS, INAIL, IRPEF e contributi minori. Ad esempio, l’apertura della Partita IVA rappresenta un obbligo per chi svolge attività di lavoratore sportivo come professione abituale. Inoltre, ci sono nuove fasce di esenzione per i Co.Co.Co. e i professionisti con partita IVA.

  • INPS: L’INPS sarà applicato in base alle nuove classificazioni di lavoratore sportivo. È importante valutare i cambiamenti nella base imponibile e la percentuale applicata.
  • INAIL: La riforma potrebbe anche portare a cambiamenti nei contributi INAIL che devono essere versati per la copertura assicurativa contro infortuni sul lavoro e malattie professionali.
  • IRPEF: La riforma potrebbe avere un impatto sulle trattenute IRPEF sui compensi. Le ASD e SSD devono prestare attenzione a come la nuova legislazione influisce sul calcolo dell’IRPEF per evitare sanzioni e garantire la conformità fiscale.
  • Contributi minori: A seconda delle nuove regole, potrebbero essere applicati ulteriori contributi, che variano in base alla tipologia contrattuale e alle specifiche della nuova riforma.

Adempimenti e Scadenze

Le ASD e SSD devono assicurarsi di essere in linea con i nuovi requisiti legali entro le scadenze previste. È importante pianificare in anticipo e consultare esperti in materia legale e fiscale per garantire che tutte le procedure necessarie siano completate in modo tempestivo.

La riforma del lavoro sportivo per le ASD e SSD rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui queste organizzazioni operano. Con la riforma, è essenziale che le ASD e SSD siano consapevoli delle nuove disposizioni e degli adempimenti richiesti.

Si consiglia alle ASD e SSD di consultare i loro consulenti legali, commercialisti o altri esperti in materia per una comprensione completa delle nuove normative e per ricevere assistenza specifica nel conformarsi ai nuovi requisiti.

Prestazioni sportive dei volontari

Per i lavoratori sportivi che ricevono compensi annuali non superiori ai 5.000 euro, la riforma prevede una semplificazione in termini di conformità con le disposizioni sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, per tali lavoratori, sarà applicato il regime che attualmente vale per i lavoratori autonomi, escludendo l’obbligo della sorveglianza sanitaria e del documento di valutazione dei rischi (DVR).

Statuti

Le associazioni e le società sportive dilettantistiche (ASD e SSD) devono adeguare i propri statuti per rimanere conformi con la nuova normativa. La mancata conformità dello statuto può comportare la cancellazione dal Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche. Questo adeguamento deve avvenire entro il 31 dicembre 2023. In particolare, lo statuto deve includere:

  • L’oggetto sociale, specificando che l’attività principale è l’organizzazione e la gestione di attività sportive dilettantistiche.
  • La possibilità di svolgere attività secondarie e strumentali diverse da quelle principali, che non potranno essere svolte se non esplicitamente previste nello statuto.

Locali utilizzati

Le sedi delle ASD e SSD in cui si svolgono le attività statutarie, a condizione che non siano di tipo produttivo, sono considerate compatibili con tutte le destinazioni d’uso omogenee previste dal decreto del Ministero dei lavori pubblici n. 1444 del 2 aprile 1968, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.

Attività secondarie e strumentali

Le ASD e SSD possono svolgere attività diverse da quelle principali, a condizione che siano secondarie e strumentali rispetto alle attività principali e che siano permesse dall’atto costitutivo o dallo statuto. Questo deve essere in conformità con i criteri e i limiti stabiliti da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell’Autorità politica delegata in materia di sport, in accordo con il Ministro dell’economia e delle finanze.

È importante notare che i proventi derivanti da sponsorizzazioni, attività promozionali, cessione di diritti e indennità legate alla formazione degli atleti, nonché dalla gestione di impianti e strutture sportive, sono esclusi dal calcolo dei criteri e limiti.

Deposito degli atti costitutivi

Le società sportive devono depositare l’atto costitutivo presso la Federazione Sportiva Nazionale o l’Ente di Promozione Sportiva con cui sono affiliate, entro trenta giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese. Inoltre, devono comunicare entro venti giorni ogni variazione dello statuto o delle modificazioni riguardanti gli amministratori e i revisori dei conti.

Presidi di primo soccorso

È necessario che nelle strutture in cui si svolgono attività motorie e sportive, siano presenti i presidi di primo soccorso nel rispetto delle normative vigenti. Inoltre, per una adeguata prevenzione, è necessario che vi sia almeno un operatore in possesso del certificato Basic Life Support and Defibrillation (BLSD).

Conclusione

Con l’avvicinarsi del 1° luglio, ci sono ancora diverse norme attuative che devono essere chiarite, tra cui i criteri e i limiti per l’esercizio delle attività secondarie e le specifiche tecniche per l’operatività del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche. Inoltre, i premi INAIL e la classificazione dei lavoratori sportivi necessitano di ulteriori chiarimenti.

Le ASD e SSD sono incoraggiate a tenersi aggiornate sui cambiamenti legislativi e a consultare esperti per assicurarsi di essere conformi alle nuove regolamentazioni.

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Dirigente sportivo, gestisce un settore nazionale ed è Presidente di un comitato all'interno di un EPS riconosciuto dal C.O.N.I. - Consulente sportivo e del terzo settore - CEO della DreseGo Goup SRL

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