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In questo articolo andremo a vedere cos’è la dichiarazione dei redditi e come capire i dati che essa contiene. 

Innanzitutto, la dichiarazione dei redditi serve a far conoscere all’Agenzia delle Entrate il proprio reddito percepito. Il contribuente, che può essere una persona fisica o giuridica, indica i propri redditi percepiti nell’anno solare. In questo modo, l’Agenzia delle Entrate potrà calcolare l’imposta da applicare appunto ai redditi. 

Sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi tutti i soggetti che hanno percepito nell’anno solare dei redditi imponibili, ma anche imprenditori e professionisti che non li hanno percepiti (per loro è obbligatorio presentarla, indipendentemente dalla presenza di reddito). Invece, non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi coloro che non hanno redditi tassabili o che percepiscono redditi già tassati (come la pensione). 

La dichiarazione dei redditi viene compilata solitamente attraverso un Modello Unico, che cambia in base al soggetto contribuente. Inoltre, chi non possiede una Partita IVA può presentare il modello 730, in sostituzione al Modello Unico. 



L’imposta sul reddito

Una volta compilata, la dichiarazione dei redditi permette alla Agenzia delle Entrate di determinare la percentuale da tassare, ovvero l’IRPEF (Imposta sul Reddito Persone Fisiche). Prima però, saranno sottratti dal numero totale dei redditi gli oneri deducibili, rappresentati dalle spese mediche o gli assegni familiari, per esempio. A questo punto, l’imposta si calcola secondo le direttive della Legge 296/2006, che determina le percentuali di imposta in base a diverse fasce di reddito.

Si va dal 23 % di tasse per redditi fino a 15.000 euro, al 27 % con redditi da 15.000 a 28.000 euro, il 38 % per redditi tra 28.000 e 55.000 euro, il 41 % per redditi da 55.000 a 75.000 euro e, per finire, il 43 % per redditi che superano i 75.000 euro. 

Come capire la dichiarazione dei redditi

In effetti, la dichiarazione dei redditi si presenta come un fascicolo di circa 20 pagine, ricco di numeri, dati e riquadri da compilare. Perciò può risultare difficile e impegnativo provare a comprendere i dati dichiarati. La soluzione, spesso, è quella di rivolgersi al proprio commercialista, sia per la compilazione che per un’eventuale comprensione. 



Comunque, capire cosa c’è scritto sulla dichiarazione dei redditi può essere importante per capire quanto verremo tassati in base ai nostri redditi percepiti, ma anche per verificare la possibilità di chiedere un mutuo o un finanziamento in banca. Quindi, l’importante è non scoraggiarsi, anche perché spesso i dati nella dichiarazione sono ripetuti, basta saper individuare quelli che veramente ci interessano.

Come è impostata la dichiarazione dei redditi

Nella prima pagina è possibile capire il tipo di dichiarazione che dobbiamo compilare o leggere. Ad esempio, la dichiarazione ordinaria per persone fisiche si chiama “PF” (Persona Fisica) ed è seguita dall’anno di riferimento in cui viene presentata. È importante ricordare che l’anno di riferimento è quello successivo all’anno di cui si dichiara il reddito percepito. Ad esempio, la dichiarazione PF2020 riguarda i redditi percepiti (e quindi sottoposti a tassazione) nel 2019. 

Nella prima e nella seconda pagina troviamo le informazioni che riguardano il contribuente, come il codice fiscale. Inoltre, è possibile anche individuare il commercialista o il CAF che hanno emesso la dichiarazione, tramite il codice fiscale . 



Successivamente, troviamo l’indicazione dei quadri che solitamente vengono compilati. Questo dettaglio è molto importante perché ci permette di capire quali sono i quadri veramente importanti e che sono appunto compilati, mentre gli altri possiamo anche non considerarli nella lettura. 

Il primo quadro: i familiari a carico

Nel primo quadro troviamo indicati gli eventuali familiari a carico della persona fisica dichiarante. Solitamente in questo quadro troviamo il coniuge ed i figli, ma possono esserci anche altri parenti. Per ogni familiare a carico deve essere inserito il codice fiscale e la percentuale a carico (che può essere del 50 %, se nel nucleo familiare rientra anche l’altro coniuge, o del 100%). 

È molto importate ricordare che per essere considerati un soggetto a carico non si devono superare i 4.000 euro di reddito annuale. Per il soggetto che dichiara, avere un soggetto a carico comporta ottenere degli sconti che tendono ad aumentare se il reddito è più basso. 



Il quadro RA: i redditi dei terreni

Il quadro RA è il quadro dedicato al possesso di terreni. Non è molto importante, in quanto i terreni non producono un reddito consistente, quindi sono poco influenti nella dichiarazione dei redditi. Anche il terreno edificabile non apporta un valore elevato ai redditi. Ad ogni modo, il quadro dei terreni può essere utile nel caso in cui dovessimo recuperare un credito nei confronti di un soggetto, perché permette di conoscere i terreni pignorabili

Inoltre, in questo quadro i terreni sono indicati semplicemente riportandone il Comune in cui si trovano. Per verificare l’esatta posizione del terreno si dovrà fare un controllo al Catasto. 

Il quadro RB: i redditi dei fabbricati

Nel quadro RB è riferito ai redditi dei fabbricati, ovvero le unità immobili urbane. In questo quadro si dovranno inserire, quindi, le case in possesso del soggetto (se di proprietà) o i fabbricati locati, ovvero in affitto. Per quanto riguarda la tassazione, i fabbricati di proprietà producono un‘imposta irrisoria che sarà calcolata automaticamente, mentre per i fabbricati locati si pagano le imposte sul reddito dichiarato. 



Nel quadro, sono presenti due diverse sezioni che permettono di capire se il fabbricato è locato oppure di proprietà. Per il fabbricato di proprietà la casella da compilare si chiama “Immobile non locato”, mentre per i fabbricati locati la casella è “Canone di locazione”, con il relativo importo. 

Il quadro RC: i Redditi di lavoro dipendente

Questo quadro è dedicato ai lavoratori dipendenti e a chi percepisce una pensione. Nella Sezione 1 troviamo il redditi di lavoro del soggetto, che possono essere più di uno e quindi poi ne verrà calcolato il totale. Nella Sezione 2 devono essere indicate la ritenute, ovvero le somme che vengono subito trattenute al soggetto e versate allo Stato. Possiamo considerarle come un anticipo del totale delle imposte da pagare, che poi verrà completato con la dichiarazione. Inoltre, se il totale delle somme trattenute durante l’anno supera il totale di imposte che dobbiamo versare con la dichiarazione dei redditi, avremo diritto ad un rimborso

Il quadro RE: il reddito di lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni

In questo quadro troviamo i dati dei redditi di coloro che svolgono una libera professione, come i medici, gli avvocati o i commercialisti. Qui deve essere inserito il totale dei compensi dichiarati, ma da questi verranno poi sottratti i costi della professione. Ad esempio, i costi dei dipendenti, gli affitti, i consumi e altre spese, che devono essere necessariamente documentate.



Nella sezione del quadro RE 23 troviamo quindi il reddito effettivo dell’attività professionale. Anche i professionisti hanno diritto al recupero delle ritenute. Il reddito della professione va poi sommato ai redditi dei fabbricati, dei terreni e del lavoro dipendente. In questo modo, si potrà calcolare l’imposta sull’intera somma. 

Il quadro RN: Determinazione dell’IRPEF

Il quadro RN è sicuramente uno dei quadri più importanti perché indica proprio il reddito complessivo del soggetto. È proprio da qui che possiamo capire quante imposte paghiamo sul reddito e quanto possiamo sottrarre dal totale da pagare. 

Ad esempio, possiamo sottrarre dal totale del reddito la deduzione dell’abitazione principale. Questo perché sulla prima casa non si pagano imposte. Inoltre, anche gli oneri deducibili possono essere sottratti, come ad esempio le spese mediche o contributi che si versano allo Stato per avere una pensione. Una volta fatte le sottrazione del caso, avremo il totale imponibile, su cui verrà applicata la percentuale di tassazione che abbiamo visto nel primo paragrafo.  



Più è alto il reddito e più imposte si dovranno versare nelle casse dello Stato. Ma a queste si aggiungono anche altre imposte da versare al Comune e alla Regione, che si trovano indicate nel quadro RV. Inoltre, per chi possiede un reddito elevato, i soggetti a carico non comportano nessuna detrazione. Anche le spese mediche dal 2020 verranno progressivamente ridotte all’aumentare del reddito. 

Le ritenute e gli acconti versati

Dalla somma totale del reddito che abbiamo calcolato nel quadro precedente, dovremo poi andare a sottrarre le ritenute versate durate l’anno. Inoltre, verranno sottratti anche gli acconti già versati. In Italia, infatti, la dichiarazione dei redditi si riferisce ai redditi dell’anno solare precedente a quella in cui presentiamo la dichiarazione. Tuttavia, il fisco pretende un’anticipazione delle imposte, in base a una previsione di reddito che si bassa solitamente su quanto dichiarato l’anno precedente. 

Il quadro RP: Oneri e spese

Nel quadro RP sono indicate le spese che possiamo scaricare. Gi oneri detraibili sono costituiti ad esempio dalle spese sanitarie e vanno direttamente a diminuire le imposte. Gli oneri deducibili, invece, vanno ad abbattere il reddito complessivo. Gli oneri deducibili includono, ad esempio, i contributi previdenziali o pensionistici che il soggetto ha già versato. 



La ricevuta di presentazione della dichiarazione dei redditi

A questo punto i quadri più importati e rilevanti sono stati analizzati e compilati, ma rimane un ultimo dettaglio fondamentale di cui tener conto. Generalmente alla fine o all’inizio della dichiarazione troviamo la ricevuta che certifica l’avvenuta presentazione della dichiarazione dei redditi. La ricevuta di presentazione contiene in sintesi i dati della dichiarazione che abbiamo presentato. 

Cosa capiamo dalla dichiarazione dei redditi

In conclusione, dalla dichiarazione dei redditi possiamo dedurre il reddito di un soggetto e le relative imposte che paga allo Stato. Inoltre, conosciamo la sua capacità di spesa. Questo perché sapendo quanto guadagna e quante imposte paga, potremo risalire al reddito annuo e poi mensile. Così capiremo quanto un soggetto ha a disposizione mensilmente per le spese o, per esempio, per aprire un mutuo. 



È importante ricordare, però, che la dichiarazione dei redditi ci permette di sapere quanto un soggetto guadagna in un anno, ma non il suo patrimonio complessivo. Quindi la dichiarazione dei redditi non rappresenta la ricchezza di una persona. 

Spero che questo articolo su cos’è e come capire la dichiarazione dei redditi vi sia stato utile e vi ricordo di seguirmi sui miei canali Instagram, Telegram e YouTube per parlare di molti altri argomenti! 

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