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In questo articolo parleremo dei contratti di lavoro. In particolare, andremo a vedere quali sono le condizioni necessarie per passare dal contratto a termine all’indeterminato e quali sanzioni sono previste per un’azienda se non rispetta determinati limiti.

Oggigiorno trovare lavoro non è semplice, specialmente trovarne uno adatto alle nostre capacità e alle nostre passioni. Spesso finiamo per accontentarci di un lavoro semplicemente perché abbiamo bisogno di uno stipendio. E molte volte accettiamo anche condizioni di lavoro non proprio consone. 

Prima di vedere come funziona il passaggio dal contratto a termine all’indeterminato, analizziamo le varie tipologie di contratto di lavoro.

Tipologie di contratto di lavoro: indeterminato e determinato

I contratti di lavoro stabiliscono un rapporto tra un datore di lavoro e un prestatore di lavoro. Il lavoratore ha l’obbligo di svolgere le mansioni assegnategli dal datore, mentre il datore ha l’obbligo di retribuire il lavoratore con la paga concordata o stabilita. 



I contratti di lavoro possono essere di varia natura e spesso dipendono dalla durata del rapporto lavorativo. I più diffusi sono il contratto di lavoro a tempo indeterminato e determinato. Il contratto a tempo indeterminato è il più sicuro tra i vari tipi di contratto, perché offre garanzie sulla durata e sulla retribuzione, ma anche sull’accumulo di ferie e sulla possibilità di gestire assenze per malattia. Il contratto a tempo determinato offre minori garanzie, ovviamente per un tempo limitato. 

I limiti nell’utilizzo del contratto a tempo determinato

Il contratto a tempo determinato non prevede un licenziamento, perché il periodo lavorativo termina con la conclusione del contratto. Mentre con un contratto a tempo indeterminato il periodo di lavoro prosegue fino al pensionamento del lavoratore, oppure in seguito alle sue dimissioni volontarie. Il licenziamento è previsto in specifici casi, come per esempio una riorganizzazione aziendale, una crisi e errori particolarmente gravi commessi dal lavoratore.

I contratti a tempo determinato presentano meno garanzie rispetto a quelli a tempo determinato e per questo la legge ne vieta l’utilizzo in alcuni casi. Ad esempio, non si può utilizzare il contratto a termine per sostituire dipendenti che sono assenti per sciopero o per sostituire dipendenti in cassa integrazione.



Tipologie di contratti di lavoro: altri tipi di contratto

Altri tipo di contratto sono il contratto a chiamata, in cui il datore di lavoro ha la possibilità di beneficiare del lavoratore quando più ne ha bisogno (assicurandosi della disponibilità del lavoratore). I giorni di lavoro non devono superare la quota di 400 in 3 anni solari. 

Oppure, ci sono i contratti di apprendistato o di tirocinio che prevedono anche una formazione per il lavoratore. Questi contratti hanno una durata e una retribuzione limitate. Possono essere sfruttati per i giovani che si approcciano per le prime volte al mondo del lavoro o per chi deve reinventarsi e cambiare mestiere. 

Come tutelarsi se l’azienda non ci assume a tempo indetrminato

Come abbiamo visto, il contratto a tempo indeterminato è quello più sicuro per il lavoratore. Tuttavia, spesso le aziende tendono a rinnovare più volte un contratto a termine (a tempo determinato) per evitare di assumere definitivamente un lavoratore e andare in contro a rischi per quanto riguarda un eventuale licenziamento, ad esempio. 



Il lavoratore si trova quindi in una situazione precaria, in cui ad ogni scadenza di contratto deve sperare in un rinnovo o in un’assunzione a tempo indeterminato. Cosa possiamo fare per evitare di vivere sempre con questa ansia? Esiste una legge che permetta di ottenere un contratto a tempo indeterminato dopo una serie di rinnovi di un contratto a termine? Il lavoratore può richiedere all’azienda di essere stabilizzato sul lavoro con un contratto a tempo indeterminato?

Nel passaggio dal contratto a termine all’indeterminato, la situazione cambia tra settore privato e settore pubblico. Nei prossimi paragrafi le analizzeremo entrambe.

Nel settore privato

Dato che spesso le aziende tendono a rinnovare all’infinito i contratti a termine dei lavoratori, costringendoli a una vita precaria, la legge ha deciso di limitare queste situazioni. In che modo?



Innanzitutto, il contratto di lavoro a tempo determinato che preveda le stesse mansioni, la stessa categoria lavorativa e la stessa retribuzione non può durare più di 24 mesi. Perciò il contratto a tempo determinato si trasforma in contratto a tempo indeterminato nel momento in cui, con uno o più contratti a tempo determinato rinnovati nel tempo, viene superata la soglia dei 24 mesi. Ad ogni modo, il contratto a tempo determinato può essere rinnovato per un massimo di quattro volte nell’arco di questi 24 mesi. Se ciò non avviene, il lavoratore ha diritto di rivolgersi a un giudice e richiedere la stabilizzazione del proprio contratto di lavoro. 

Nel settore pubblico

Non solo le aziende si approfittano dei lavoratori sfruttandoli, con rinnovi di contratti a termine. Anche il settore pubblico, governato propio dallo Stato, spesso utilizza il contratto a termine per il pubblico impiego, sfruttando i lavoratori e tenendoli a vita in una condizione precaria. 

Ad esempio, nel settore scolastico succede molte volte che i docenti si ritrovino a svolgere per molti anni il ruolo del supplente. Ma tutto questo non è assolutamente legale. 



Il problema nel settore pubblico, però, è rappresentato dal fatto che l’ottenimento di un contratto a tempo indeterminato è condizionato dall’obbligatorietà di vincere un concorso pubblico. Rivolgersi a un giudice per ottenere un contratto a tempo indeterminato non servirebbe, in quanto neanche il giudice potrebbe sorpassare l’obbligo del concorso pubblico. 

Perciò, chi lavora nel settore pubblico ma non riesce ad ottenere una stabilizzazione del contratto, può solamente chiedere un risarcimento danni. Questo può essere fatto solamente se il contratto a termine viene rinnovato più volte fino a coprire un periodo di 36 mesi. Dopodiché il lavoratore precario può rivolgersi a un giudice e chiedere il risarcimento che gli spetta. 

I limiti imposti dalla legge

Per incentivare le aziende e la Pubblica Amministrazione ad utilizzare il contratto di lavoro a tempo indeterminato per i propri dipendenti, la legge ha predisposto alcune sanzioni nel caso in cui i limiti del contratto a termine non venissero rispettati. 



Il Jobs Act (D.Lgs. n. 81/2015) definisce la disciplina dei contratti a tempo determinato. Ad esempio, in un’azienda non è possibile avere più del 20% dei dipendenti con contratto a termine. Questa percentuale ha raggiunto la soglia del 30% grazie alla Legge di conversione del Decreto dignità del 12 Agosto 2018.

Le sanzioni

Nel caso in cui il limite di rinnovi di un contratto a tempo determinato venisse superato, o nel caso in cui nell’azienda fossero presenti più del 20% di unità con contratto a termine, la legge ha predisposto alcune sanzioni. 

Ad esempio, sono previste sanzioni amministrative pari al 20% o al 50% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di durata del rapporto di lavoro. La percentuale varia in base al fatto che il numero di lavoratori assunti con contratto a tempo determinato superi la soglia prevista di una unità (20%) o di più unità (50%).



È importante sapere che il contratto a tempo determinato non si trasforma obbligatoriamente in contratto a tempo indeterminato se viene superato il periodo concesso ai contratti a termine o il numero di rinnovi. Il contratto rimane a tempo determinato ma sono appunto previste delle sanzioni per il datore di lavoro. 

Conclusione

Quello dei contatti di lavoro è un mondo molto complesso e particolare. Come abbiamo visto, ci sono dei limiti e delle sfumature che permettono al lavoratore di avere delle garanzie in più sul proprio contratto. Ad ogni modo, il mio consiglio è sempre quello di rivolgersi a un esperto. Solo così potrete avere consigli e dettagli più specifici o se vi trovate in una situazione delicata.

Con questo articolo su quando è possibile passare dal contratto a termine all’indeterminato, ho cercato di dare una visione generale su quelli che possono essere i diritti di un lavoratore con un contratto a tempo determinato. Spero che vi sia stato utile e vi ricordo di seguirmi sui mie canali Instagram, Telegram e YouTube per eventuali domande e per rimanere sempre aggiornati!



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