ISCRIVITI AL CANALE TELEGRAM


Come si deve gestire una lezione di prova? Quali sono i rischi che open day e lezioni aperte possono portare? 

L’argomento che vorrei affrontare in questo articolo è: come gestire la lezione di prova. Si tratta di un argomento molto delicato. Vedremo come comportarsi quando una palestra, una scuola di danza o una qualsiasi struttura sportiva organizza i cosiddetti “open day” o comunque una lezione aperta. 



Cosa è un open day?

Innanzitutto, a che cosa servono? Questo tipo di lezione serve a far vedere ai potenziali futuri tesserati quelli che sono i programmi della società. Solitamente, un open day comprende tutte (o quasi) le attività offerte dalla struttura. Le persone possono provare le varie attività e successivamente decidere quale intraprendere. Solitamente, queste giornate vengono accompagnate da rinfreschi e offerte speciali per chi decide di iniziare un’attività. I gestori di palestre e associazioni dedicano molto impegno nell’organizzazione di queste giornate, proprio perché rappresentano un modo per attirare nuovi clienti. 

Tesseramento e responsabilità

Il punto fondamentale su cui discutere è il fatto che durante un open day, o una lezione di prova, la persona che vi partecipa, che sia un adulto o un minorenne, mediamente non viene mai tesserata. Questo perché ancora non è sicuro che questa persona decida di continuare l’attività sportiva di cui sta facendo una prova. Quindi si decide molto spesso, anche per un fattore economico, di procedere senza alcun tesseramento. Anche perché si tratterà di una, massimo due prove che poi permetteranno al cliente di valutare se intraprendere una determinata attività o meno. 



In questa circostanza è chiaro che il problema principale sono i profili di responsabilità che si pongono a carico dei gestori delle associazioni e delle società sportive. Ipotizziamo che una delle persone che viene a fare la lezione di prova si infortuni o addirittura possa avere un malore. Molto spesso si pensa: nel momento in cui un cliente chiede di poter fare una lezione di prova, faccio firmare una lettera che mi solleva da qualsiasi responsabilità. Si ipotizza che attraverso una dichiarazione si possa esentare il gestore dell’associazione da ogni tipo di responsabilità, sia civile che penale, su quello che può accadere nell’ambito della lezione.

Gestire una lezione di prova: è obbligatorio il tesseramento?

Purtroppo non è così semplice, anzi proprio non funziona così. L’obbligo di tesserare una qualsiasi persona che frequenta la palestra o la scuola di danza, e l’obbligo del certificato medico sportivo, impongono al gestore di provvedere subito al tesseramento. E questo vale anche e soprattutto nel caso degli open day e delle lezioni di prova. Qualsiasi lettera o dichiarazione che possa essere fatta dal cliente che partecipa alla lezione di prova (o, in caso di minore, da chi ne esercita la patria potestà) per sollevare la società da qualsiasi tipo di responsabilità è totalmente inefficace. 

A quali problematiche si rischia di andare incontro?

Le problematiche che possono sorgere sono diverse e adesso le analizzeremo. 



La prima è il caso in cui, come già accennato, il cliente si faccia male o possa avere un malore. Questa persona, non essendo tesserata, non godrà della copertura assicurativa data da un tesseramento con l’ente di promozione sportiva a cui l’associazione o la società sportiva è affiliata. Il primo problema che si pone è di tipo risarcitorio: non ci sarà un’assicurazione che provvederà al risarcimento della persona. Un escamotage per evitare questo problema è quello di operare un’estensione di polizza temporanea. Consiste nel chiedere a una compagnia assicurativa di coprire le eventuali situazioni di danno che si vengono a creare durante l’open day o la lezione di prova, estendendo una assicurazione che viene fatta nominativamente, sul momento.

A parte che queste polizze sono molto più costose rispetto a quella del normale tesseramento di un allievo, ma comunque il problema si pone nel momento in cui occorre un infortunio. Le assicurazioni stesse, infatti, potrebbero opporre un rifiuto alla richiesta di risarcimento e quindi negarlo. Infatti, avere una copertura assicurativa sul nuovo possibile cliente non basta. 

L’importanza del certificato medico non agonistico

Le compagnie assicurative potrebbero appellarsi al fatto che il gestore non ha adempiuto al proprio dovere, ovvero non ha richiesto la certificazione medica non agonistica del cliente. Infatti, chiunque entri in una struttura sportiva per prendere parte a una qualsiasi lezione deve assolutamente mostrare il certificato che una volta veniva chiamato “di sana e robusta costituzione”. Per i più piccoli è sufficiente un certificato del pediatra. Il decreto Balduzzi del 2013 prevede che per l’attività sportiva, nell’ambito delle ASD o SSD, sotto gli enti di promozione sportiva o delle federazioni, sia obbligatorio presentare il certificato medico.



Purtroppo non specifica che questo certificato vada presentato anche per partecipare a una lezione di prova, che rimane quindi al di fuori di qualsiasi legislazione. Proprio per questo rappresenta come un “buco nero” che coinvolge la responsabilità completa da parte del gestore. Quest’ultimo non potrà fare altro se non richiedere il certificato e tesserare anche l’allievo che partecipa alla lezione di prova. Il rischio di incorrere in problemi legali è molto elevato ed è assolutamente necessario tutelarsi, richiedendo il certificato medico sportivo non agonistico e tesserando il cliente, anche per la lezione di prova. 

Non solo danni economici ma anche un processo penale

Oggi la lezione di prova è molto utilizzata dalle società e associazioni sportive per fungere da esca e “attirare” nuovi clienti nella propria struttura. Ma se non si conoscono questi aspetti legislativi si rischia che questa diventi un boomerang e che ci colpisca sotto forma di danni, non solo economici. Abbiamo quindi analizzato alcune problematiche che potrebbero insorgere nel gestire una lezione di prova. Il mio consiglio è quello di limitare al massimo queste situazioni, limitare eventuali danni, richiedendo subito il certificato e tesserando immediatamente il cliente. Si rischia, altrimenti, un processo penale, data la responsabilità del gestore nel non aver adempiuto alla legge. 

Ho parlato di questo argomento anche in un video, clicca qui per vederlo! E non dimenticarti di seguirmi sui canali Telegram e Instagram!



 SEGUIMI SU :